Ignazio Bozzaotra, il “King del Fungo” e Lupo della Sila

di Rossana Battaglia

La Sila è piena di personaggi caratteristici, custodi di tradizioni e di passioni che si tramandano di generazione in generazione. Ignazio Bozzaotra appartiene sicuramente a questa schiera e come tutti i personaggi guai a citarne altri dello stesso settore, il King è lui. L’incontro con lui può sembrare casuale, come quello avvenuto al ristorante-caseificio Vallefiore in Sila, ma subito ci si accorge che nulla è lasciato al caso: la sua personalità travolge e incanta.

La Sila è terra di altopiani, di boschi millenari e di un’aria che viene considerata tra le più incontaminate d’Europa. Qui Ignazio, con il suo pizzetto intrecciato e rigido – quasi un’antenna al mento – si muove come un segugio. È un uomo che non passa inosservato: di lui colpisce la forza comunicativa, irruente come un vero influencer naturale, capace di coinvolgere chiunque parli con lui.

Non a caso, in Calabria tutti lo conoscono come il “King del Fungo”, ma anche come il “Lupo della Sila”, appellativi che gli amici fungaioli gli hanno attribuito con affetto e rispetto. Antonio Nigro, ristoratore e cercatore di funghi di Castel San Giorgio, lo cita come un maestro e un punto di riferimento: “Con il passare del tempo ho maturato esperienza e affinato il mio fiuto per trovare i funghi – racconta – ma è con Ignazio Bozzaotra che ho scoperto nuovi segreti e nuove tecniche”.

Bozzaotra che collabora con il Ristorante Griglieria Vallefiore, di San Giovanni in Fiore, è abilissimo nel riconoscere, raccogliere e lavorare i funghi porcini, tanto da essere considerato non solo un cercatore, ma anche un divulgatore di saperi antichi. “Un amore che viene da lontano, da quando ero bambino. Nutro da sempre un profondo rispetto per la montagna e l’ambiente, il suo territorio è anche quello del Parco Nazionale della Sila . La natura ci regala prodotti straordinari, come i funghi di cui esistono tantissime tipologie, ecco perché bisogna anche studiarli, capirli e non commettere errori nella loro identificazione” racconta lui stesso.

Le prime piogge sono arrivate e Ignazio è di nuovo in agguato nei boschi della Sila, come un lupo silenzioso che affila le lame. La sua non è soltanto una passione, ma una missione: diffondere la cultura del bosco e della natura, insegnare il rispetto e la conoscenza di ciò che la montagna offre, costruire legami veri attraverso una passione condivisa.

Tra funghi giganti fotografati e tavolate conviviali, tra racconti di cacce fortunate e mattine passate a scansionare il sottobosco, Ignazio Bozzaotra rimane un simbolo della Sila: autentico, diretto, radicato alla sua terra. Un personaggio che porta con sé il fascino del mistero e la concretezza del sapere.

La Sila lo ha adottato come uno dei suoi custodi, e lui, con il suo pizzetto-antenna e la sua voce irruente, la racconta al mondo come nessun altro.