di Marilia Argentino
Credo fortemente che Dio, nella Sua infinita Sapienza, abbia predisposto un piano per tutto ciò che ha creato: non solo ogni cosa ha senso di esistere, ma tutto è proteso verso uno scopo più alto, più nobile, verso un’evoluzione, un miglioramento, un superamento di limiti, una glorificazione dell’esistenza stessa.
Ed ecco che anche lì dove sembra non succeda nulla di realmente rilevante si nasconde una terra che, benché vittima di errori stupidamente perpetrati dagli uomini, Dio ha scelto e sceglie tutt’oggi di baciare e benedire con i frutti dolci e preziosi che dà alla luce.
La nostra Calabria, la nostra meravigliosa Calabria, non è solo la regione bistrattata e sottovalutata che occupa spesso gli ultimi posti delle classifiche italiane ed europee, ma è la madre terra di prodotti unici che tanti Paesi ci invidiano.
Ne sono un mirabile esempio le nostre clementine, eloquentemente chiamate fino a qualche decennio fa gli “agrumi pregiati”, come a voler rimarcare la loro rara ricchezza di bontà e virtù.
Erano dunque più che maturi i tempi per celebrare degnamente questo frutto eccellente, che tanto prestigio ci dona agli occhi di tutto il mondo.
Non dobbiamo mancare di ringraziare l’amministrazione del Comune di Corigliano-Rossano che, attraverso la determinazione e la lungimiranza dell’assessore all’Agricoltura e all’Ambiente Francesco Madeo e dell’assessore al Turismo Costantino Argentino, ha realizzato per il secondo anno consecutivo un evento che omaggia i frutti del nostro territorio, il Clementina Festival.
Sono stati tre giorni, dal 23 al 25 ottobre, che hanno richiamato non solo la comunità locale, che ha prontamente manifestato interesse per la lodevole iniziativa, ma soprattutto la partecipazione di figure istituzionali, nonché di rappresentanti italiani ed esteri del mercato ortofrutticolo.
Protagonisti della manifestazione sono stati in primis i produttori locali che hanno ospitato i visitatori accorsi con entusiasmo presentando le loro realtà aziendali, molte delle quali giunte ormai alla quarta generazione, e descrivendo le delicate fasi che dalla raccolta negli agrumeti portano le clementine sulle tavole dei consumatori. Le visite aziendali sono state ulteriormente allietate dalla bike experience e da un tour nei principali siti d’interesse turistico e culturale, quali il Parco Archeologico di Sibari e il Museo del Codex di Rossano.
In seguito alla sontuosa cena di gala tra le mura del Castello Ducale di Corigliano la sera di venerdì 24 ottobre, è stata la giornata di sabato a coronare la regina del Festival con una serie di incontri e convegni atti a promuovere ed a rilanciare le potenzialità ancora non pienamente esplorate e valorizzate della Clementina di Calabria IGP.
Il convegno tematico tenutosi nel Salone degli Specchi del castello ha visto l’avvicendarsi degli interventi degli assessori comunali Madeo ed Argentino, di Mario Schiano Lo Moriello, analista di ISMEA, di Luigi Bianchi, executive manager del Macfrut, che ha espressamente chiesto di aggiungere il logo Macfrut al prossimo Clementina Festival, del consigliere regionale Elisa Scutellà, dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, degli imprenditori Natalino Gallo per l’OP Agricor e Nicola Cilento per l’OP Coab, di Maria Grazia Minisci, neopresidente di Confagricoltura Cosenza, per il Consorzio Clementina di Calabria IGP, dell’imprenditrice a capo dell’azienda polacca Consorfrut, presente in Italia con ben otto magazzini, e del collegamento in differita dalla Lombardia dell’imprenditore Nicotra.
Il tutto magistralmente moderato da Antonio Filice dell’agenzia specializzata Omnibus Comunicazione.
Dall’accurata relazione ISMEA sull’andamento dei mercati ortofrutticoli sono emerse, accanto agli innegabili progressi degli ultimi anni nelle vendite delle clementine che naturalmente vedono la Calabria, ed in particolare i Comuni che insistono lungo la Piana di Sibari, tra i principali produttori mondiali (inoltre, la scelta di coltivare le clementine seguendo il regime biologico rende maggiormente appetibile e quindi esportabile il prodotto su alcuni specifici mercati, come quello scandinavo), anche alcune criticità legate al periodo di commercializzazione ancora troppo breve ed al prezzo sottostimato al quale le clementine vengono vendute nei comparti della GDO.
Ecco perché si rende utile, come auspicato dall’assessore Madeo e prospettato dall’assessore Gallo, un Piano Agrumicolo Regionale che amplii il calendario di commercializzazione specialmente nel senso di un prolungamento verso i mesi di gennaio, febbraio e marzo, puntando sulle varietà tardive.
Resta poi da affrontare la sfida che ci vede competere, subendo a volte una concorrenza sleale, contro altri Paesi UE ed extra UE che immettono sul mercato frutti forse più invitanti alla vista (è il caso degli agrumi sudafricani), ma privi di quelle proprietà organolettiche che rendono uniche le nostre clementine, per via della loro dolcezza e del loro inconfondibile profumo, tant’è vero che l’olio essenziale di Clementina risulta correlato a significativi miglioramenti dell’umore.
I produttori Gallo e Cilento hanno inoltre messo in evidenza le difficoltà che si incontrano nel seguire le severe regole imposte dall’Unione Europea sull’utilizzo dei fitosanitari, regole che a volte ci penalizzano sul mercato internazionale.
L’atto di gustare un cibo non è solo fonte di piacere sensoriale, ma può essere un modo per rievocare momenti lieti passati o anche l’atmosfera di luoghi visitati in vacanza; ecco che, come restituitoci dai feedback degli amici polacchi e lituani, l’assaggio delle nostre clementine può trasformarsi in una sorta di “holiday experience”, in un attivatore della memoria dei luoghi soleggiati che gli abitanti dei freddi Paesi nordici tanto bramano e anelano durante i loro lunghi e rigidi inverni.
La missione che siamo chiamati a compiere è, allora, quella di riportare in auge un frutto che per generazioni ha dato lustro e sostentamento a tante famiglie di conterranei, investendo con particolare attenzione su ricerca, innovazione e tecnologie all’avanguardia, in modo da essere capaci di adeguarci ad una realtà che cambia continuamente, man mano che si intensificano le sfide competitive dell’era della globalizzazione nella quale viviamo.
E per competere al massimo delle nostre possibilità è altresì importante promuovere, facilitare e garantire l’unione tra i produttori e tra gli attori di tutta la filiera afferente alla Clementina, dalla raccolta alla lavorazione, dalla commercializzazione al packaging, dal marketing alla vendita. Si deve ricamare una tela che leghi il prodotto al territorio, raccontando la storia di una terra che genera frutti per cui gli abitanti che vi risiedono mettono il cuore e le fatiche di una vita, affinché questi doni offerti dalla natura siano una speranza per il futuro delle nuove generazioni e per una terra a cui è stato tolto per troppo tempo il riconoscimento del suo valore.
Il Clementina Festival nasce proprio con questo obiettivo, per diffondere la conoscenza di un prodotto fondamentale della nostra economia e della nostra identità storico-territoriale. Non a caso è nato proprio a Corigliano-Rossano, cuore pulsante della produzione della Clementina di Calabria IGP, e si è celebrato all’interno di un castello, segno che, piuttosto che rinchiuderci nell’insidiosa trappola dell’autoreferenzialità, bisogna ottemperare al ruolo per cui siamo stati “divinamente prescelti”, quello di sovrani di un regno, il regno della Calabria, a cui rendere fedelmente onore, ricchezza e potere.

