ORME NEL PARCO, DOVE L’AUTUNNO IN SILA DIVENTA UN’ESPERIENZA DA RACCONTARE

di Ada Occhiuzzi

Ci sono luoghi in cui il tempo sembra rallentare, dove la natura detta ancora i ritmi della giornata e l’ospitalità conserva il sapore autentico delle cose semplici.

Uno di questi è Orme nel Parco, a Zagarise, nel cuore della Sila, in una delle aree più interne e suggestive della Calabria.

Un’autentica oasi di pace e tranquillità, immersa nei boschi e dotata di strutture e servizi che ne fanno un esempio virtuoso di turismo naturalistico. Non a caso, Orme nel Parco è stato il primo parco avventura nato in Calabria, anticipando una concezione di turismo esperienziale capace di coniugare divertimento, rispetto dell’ambiente e valorizzazione del territorio.

La giornata di “Autunno in Festa” è trascorsa tra passeggiate nei boschi, attività all’aria aperta, incontri e momenti di puro divertimento, in un contesto dove la presenza dell’uomo si integra armoniosamente con la natura, senza comprometterne gli equilibri.

Ma è al calare della sera che la montagna rivela forse il suo fascino più autentico.

Quando il freddo autunnale comincia a farsi sentire e il bosco si immerge nel silenzio, ci si ritrova tra pochi amici davanti a un camino scoppiettante, aspettando che arrivino le castagne da arrostire.

È il momento dei racconti, delle memorie degli anziani, delle storie che si intrecciano e di quella convivialità che nessuna modernità potrà mai sostituire.

E naturalmente, a rendere ancora più piacevole la serata, non poteva mancare la buona cucina.

Una cena all’insegna della contaminazione gastronomica, dove le tradizioni calabresi hanno incontrato quelle di altre regioni italiane.

A fare gli onori di casa, i formaggi ottenuti dal latte delle vacche Podoliche, espressione autentica della cultura pastorale calabrese, accompagnati dalle immancabili olive schiacciate, preparate secondo la tradizione contadina, e da una ricca varietà di salumi, testimonianza di quell’antica arte della norcineria che nelle nostre montagne continua a custodire sapori e saperi tramandati di generazione in generazione.

Accanto a queste eccellenze del territorio, anche i pizzoccheri, piatto simbolo della Valtellina, preparati con verza, patate e formaggio: un incontro tra la cucina delle Alpi e quella dell’Appennino calabrese, accomunate dalla semplicità degli ingredienti e dalla capacità di trasformare i prodotti della terra in autentiche espressioni di cultura gastronomica.

Ad accompagnare il tutto, un buon vino biologico del Pollino, capace di raccontare, attraverso il bicchiere, un altro straordinario territorio della nostra regione.

Una tavola ricca di sapori, culture e suggestioni, resa ancora più interessante dalla presenza di amici provenienti dalla Lituania, a testimonianza di come il cibo e la convivialità rappresentino un linguaggio universale, capace di superare ogni confine geografico e linguistico.

I brindisi, le risate e le conversazioni hanno accompagnato i commensali fino a tarda ora, mentre fuori il bosco si preparava ad affrontare un’altra fredda notte d’autunno.

In fondo, il vero lusso della montagna è proprio questo: il calore di un camino, il profumo delle castagne arrostite, i sapori autentici della tradizione, un bicchiere di vino sincero e il piacere di stare insieme.

Orme nel Parco dimostra che le aree interne della Calabria non sono luoghi marginali, ma territori ricchi di opportunità, capaci di offrire esperienze autentiche attraverso un modello di turismo sostenibile, rispettoso dell’ambiente e profondamente legato all’identità dei luoghi.

Perché a volte basta davvero poco per stare bene. E quel poco, nel cuore della Sila, vale moltissimo.

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