di Rossana Battaglia
La Calabria delle aree protette protagonista nel cuore del turismo UNESCO
La partecipazione di Calabria Parchi al World Tourism Event 2026 di Assisi ha rappresentato un importante momento di promozione unitaria del patrimonio naturalistico regionale e, allo stesso tempo, un’occasione di confronto con alcune delle principali esperienze italiane e internazionali legate al turismo culturale, ambientale e sostenibile.
La diciassettesima edizione del World Tourism Event – Salone Internazionale del Turismo nei Siti Patrimonio Mondiale si è svolta il 24 e 25 settembre 2026 nello storico Palazzo del Monte Frumentario di Assisi, inserendosi significativamente nelle celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Il WTE ha posto al centro dell’edizione 2026 patrimonio UNESCO, sostenibilità, turismo lento, cammini, ciclovie, borghi e nuove modalità di fruizione responsabile dei territori.
In questo scenario la Calabria ha scelto di presentarsi attraverso un’immagine coordinata: Parchi nazionali, Parco Naturale Regionale delle Serre, Parchi Marini e Riserve riuniti sotto l’identità Calabria Parchi, dando concretezza a una strategia che punta a superare la promozione frammentata delle singole destinazioni per raccontare un unico grande patrimonio ambientale regionale.
Un WTE dalla forte dimensione internazionale
L’edizione di Assisi ha confermato la dimensione internazionale del World Tourism Event. Il workshop B2B del 24 settembre ha messo in relazione l’offerta turistica italiana con buyer provenienti da diversi mercati esteri.
Tra i Paesi e mercati rappresentati figuravano Francia, Spagna, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Austria, Svizzera, Paesi scandinavi e Stati Uniti. Le fonti istituzionali relative al workshop indicavano inoltre la presenza di operatori provenienti dal Canada. Circa quaranta buyer erano stati annunciati per gli incontri B2B, mentre fonti del sistema turistico-alberghiero hanno riferito della presenza in Umbria, già nei giorni precedenti l’apertura del Salone, di 45 buyer e giornalisti internazionali impegnati anche in attività di conoscenza del territorio.
Il WTE ha quindi svolto una duplice funzione: da una parte manifestazione aperta gratuitamente al pubblico, dall’altra luogo professionale di incontro tra destinazioni, enti turistici, operatori e domanda internazionale.
Al momento della redazione del presente compendio non risulta ancora diffuso dall’organizzazione un dato ufficiale definitivo relativo al numero dei visitatori dell’edizione 2026. Il dato storico reso pubblico dal WTE indica, tuttavia, oltre 100.000 visitatori complessivi nelle sedici edizioni precedenti, svoltesi nel corso degli anni in città quali Assisi, Padova, Siena, Roma, Verona, Torino e Genova.
La presenza ad Assisi ha consentito di rappresentare la straordinaria varietà del sistema calabrese delle aree protette: dalla Sila all’Aspromonte, dal Pollino alle Serre, fino alle Riserve e ai Parchi Marini, facendo emergere un territorio nel quale montagna e mare, foreste, laghi, corsi d’acqua, borghi e comunità locali possono essere letti come componenti di un’unica destinazione ambientale.
È questa una delle finalità strategiche del progetto Calabria Parchi: aumentare la riconoscibilità del patrimonio naturale regionale, promuovere il turismo sostenibile, valorizzare la biodiversità e costruire una comunicazione digitale integrata capace di posizionare la Calabria nel segmento del turismo naturalistico ed esperienziale.
L’esperienza immersiva: entrare virtualmente nella Sila
Uno degli elementi che ha maggiormente caratterizzato la presenza calabrese è stato l’utilizzo delle tecnologie immersive.
Attraverso i visori e i video a 360° realizzati sui laghi silani, i visitatori hanno avuto la possibilità di entrare virtualmente nel paesaggio della Sila, osservandone laghi, boschi, montagne e ambienti naturali da una prospettiva particolarmente coinvolgente.
Le reazioni del pubblico hanno mostrato le potenzialità di questo strumento: non più soltanto immagini promozionali da osservare, ma un’esperienza capace di anticipare le sensazioni del viaggio e di stimolare il desiderio di conoscere direttamente i luoghi.
L’esperienza del WTE ha quindi confermato la validità dell’indirizzo intrapreso da Calabria Parchi verso la produzione di contenuti multimediali e immersivi quale strumento di promozione delle aree protette.
Il ruolo del Parco Nazionale della Sila
All’interno della partecipazione regionale un ruolo centrale è stato assunto dal Parco Nazionale della Sila, Ente capofila del progetto Calabria Parchi.
La Sila ha potuto presentare un modello nel quale conservazione della biodiversità, valorizzazione delle risorse ambientali, turismo lento e innovazione possono convivere all’interno di una strategia comune.
Nel corso dei momenti di confronto del WTE, il Commissario straordinario del Parco Nazionale della Sila Liborio Bloise ha richiamato l’importanza delle aree protette quali strumenti non soltanto di tutela, ma anche di costruzione di modelli di sviluppo sostenibile capaci di creare nuove opportunità per i territori e le comunità locali.
Boschi, altopiani, laghi e paesaggi della Sila diventano così non soltanto beni da conservare, ma componenti di un’offerta turistica che deve essere organizzata e proposta secondo criteri di responsabilità ambientale.
Il Premio Mario Bagnara alla GreenWay del Parco Nazionale della Sila
Uno dei risultati più significativi della partecipazione al WTE 2026 è rappresentato dal riconoscimento attribuito al progetto “Mobilità sostenibile e scoperta del territorio con la GreenWay del Parco Nazionale della Sila”, risultato vincitore della seconda edizione del Premio Mario Bagnara per il Turismo Sostenibile, nella categoria “Offerta turistica più innovativa”.
Il Premio Mario Bagnara, promosso dagli organizzatori del WTE in collaborazione con l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale, la Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e la famiglia Bagnara, nasce per valorizzare esperienze capaci di promuovere una cultura del viaggio rispettosa dell’ambiente, della biodiversità, delle comunità locali e del patrimonio culturale.
La categoria nella quale è stata premiata la GreenWay è specificamente destinata alle proposte turistiche sostenibili considerate maggiormente innovative.
A ritirare la targa per il Parco Nazionale della Sila è stato il Direttore Arch. Ilario Treccosti.
Il riconoscimento assume un valore particolare perché conferma la validità di una visione che mette insieme mobilità sostenibile, conoscenza del territorio e fruizione lenta del paesaggio. La GreenWay propone infatti un modo differente di attraversare e conoscere la Sila, trasformando lo spostamento stesso in parte integrante dell’esperienza turistica.
Come evidenziato dal Direttore Treccosti, il premio rappresenta un riconoscimento a un modello che unisce tutela dell’ambiente, mobilità sostenibile e conoscenza del territorio e, nello stesso tempo, uno stimolo a proseguire lungo un percorso nel quale innovazione e sostenibilità diventino strumenti concreti di valorizzazione della Sila.
Il contributo dell’intero sistema delle aree protette
La partecipazione non si è limitata al Parco della Sila.
Nei diversi momenti di confronto hanno portato il proprio contributo il Commissario del Parco Nazionale dell’Aspromonte Renato Carullo, con particolare riferimento al rapporto tra patrimonio naturale, paesaggio e comunità; il Commissario del Parco Naturale Regionale delle Serre Francesco Costantino, con l’attenzione rivolta alle aree interne e al patrimonio forestale; Antonio Ciminelli, in rappresentanza dei Parchi Marini Regionali, per gli aspetti legati alla biodiversità marina e alla fruizione responsabile delle coste.
Agostino Brusco, per la Riserva Naturale Regionale Lago di Tarsia – Foce del Crati, ha contribuito a rappresentare il valore naturalistico delle zone umide e degli ambienti fluviali, mentre Bruno Niola, funzionario del Parco Nazionale del Pollino, ha portato l’esperienza di un territorio nel quale patrimonio naturalistico, borghi e tradizioni costituiscono componenti complementari dell’offerta turistica.
La funzionaria della Regione Calabria Maria Prigoliti ha contribuito a ricondurre le diverse esperienze all’interno della dimensione regionale e della necessità di rafforzare la collaborazione e la promozione coordinata delle aree protette.
Sostenibilità e turismo lento al centro del WTE
La presenza di Calabria Parchi è risultata particolarmente coerente con i contenuti dell’edizione 2026.
Il WTE ha infatti dedicato specifici momenti di approfondimento alla possibilità di collegare i siti di interesse culturale e ambientale attraverso cammini, ciclovie, percorsi e sistemi di mobilità sostenibile, favorendo una distribuzione dei flussi turistici anche verso territori meno frequentati.
Un altro confronto è stato dedicato agli itinerari culturali e al turismo religioso, con particolare attenzione ai Cammini Francescani, alla Via Francigena, al Cammino Grande di Celestino e al Cammino di Santiago.
Assisi, nell’anno dell’ottavo centenario francescano, ha quindi offerto una cornice particolarmente significativa per discutere di una nuova idea di viaggio: più lenta, consapevole, rispettosa dell’ambiente e maggiormente connessa alle comunità locali.
Non solo esposizione: incontri, cultura e patrimonio
Il programma del WTE 2026 ha affiancato all’area espositiva e agli incontri professionali numerose iniziative culturali.
Tra queste, la visita alla Basilica Superiore di Assisi e il racconto-concerto dedicato ai “Segreti di Stradivari”, con il violino The Angel – ex Madrileno del 1720, oltre alle iniziative dedicate all’enogastronomia, al jazz e ai patrimoni culturali immateriali.
L’edizione 2026 ha inoltre ospitato tre differenti iniziative premiali, tra cui la seconda edizione del Premio Mario Bagnara, il Kid Pass Award dedicato alle destinazioni attente all’accoglienza delle famiglie e la presentazione del Premio Symbiosis dedicato al rapporto tra territorio, ambiente e cultura del tartufo.
Un risultato che va oltre i giorni della manifestazione
Il valore della partecipazione di Calabria Parchi non può essere misurato esclusivamente attraverso i contatti registrati nello spazio espositivo.
Il WTE ha consentito di verificare sul campo la capacità di una narrazione unitaria della Calabria verde di attirare l’attenzione del pubblico e degli operatori.
L’esperienza immersiva dei laghi silani, la presenza coordinata dei diversi Parchi, gli incontri con operatori e visitatori e, soprattutto, il riconoscimento ottenuto dalla GreenWay della Sila costituiscono elementi che rafforzano il percorso intrapreso.
La sfida successiva sarà trasformare questa visibilità in continuità: utilizzare i contenuti realizzati ad Assisi sui canali digitali, consolidare i rapporti avviati con operatori e interlocutori del settore, valorizzare il Premio Mario Bagnara nella comunicazione nazionale e internazionale e continuare a sviluppare strumenti capaci di trasformare la promozione in una reale motivazione al viaggio.
Il WTE 2026 lascia quindi alla Calabria un risultato che va oltre la semplice partecipazione fieristica.
Per la prima volta con questa forza, Parchi nazionali, Parco regionale, Riserve e Parchi Marini hanno potuto raccontarsi come parti di un unico grande sistema ambientale, mettendo al centro biodiversità, sostenibilità, innovazione e turismo esperienziale.
In questo quadro il Parco Nazionale della Sila, quale capofila di Calabria Parchi, ha assunto una particolare visibilità: dall’interesse suscitato dalle esperienze immersive dedicate ai laghi fino al prestigioso riconoscimento attribuito alla GreenWay.
Il Premio Mario Bagnara rappresenta simbolicamente la sintesi del messaggio portato ad Assisi: proteggere un territorio non significa sottrarlo alla fruizione, ma individuare forme nuove, responsabili e innovative per farlo conoscere e vivere.
Da Assisi emerge dunque una prospettiva precisa: fare di Calabria Parchi non soltanto un brand promozionale, ma una rete capace di presentare sui mercati turistici nazionali e internazionali una Calabria diversa, verde e sorprendente, nella quale la conservazione della biodiversità diventa il punto di partenza per costruire un modello di turismo sostenibile e duraturo.

