di Maria Elena Noce
Una giornata nel segno dei sapori, delle tradizioni e del vino ha animato domenica 11 ottobre Potame, nel territorio di Domanico, in occasione della VI edizione di “Antichi sapori d’Autunno – …inebriati dal profumo del vino”, iniziativa promossa dalla Pro Loco Potame-Busento APS.
Una manifestazione che ha saputo intrecciare gastronomia, cultura rurale, musica e convivialità, proponendo ai visitatori un’esperienza profondamente legata all’identità del territorio. Dalle specialità preparate dalla Pro Loco agli stand gastronomici e artigianali, dalle castagne ai prodotti a chilometro zero, fino alle attività dedicate ai più piccoli e al giro a cavallo, Potame ha offerto una giornata in cui le tradizioni si sono trasformate in un’occasione di incontro, partecipazione e condivisione.
A rendere ancora più significativo lo spirito della giornata è stata l’attenzione riservata alle persone con disabilità, coinvolte nelle attività ludico-ricreative in un clima di autentica inclusione. Grazie alla disponibilità e alla sensibilità di alcuni volontari, che hanno accompagnato i partecipanti spingendo le loro carrozzine, anche le persone con mobilità ridotta hanno potuto prendere parte ai balli, partecipando pienamente ai momenti di festa insieme agli altri presenti. Un gesto concreto di solidarietà e attenzione verso gli altri, che ha testimoniato come la convivialità possa diventare un’occasione di incontro davvero aperta a tutti.
E, naturalmente, non poteva mancare il vino, protagonista assoluto della giornata e dell’esposizione dedicata alle cantine vitivinicole. Perché anche a Potame l’autunno ha il profumo del vino. In questo contesto si è inserita la partecipazione della Sezione territoriale di Cosenza dell’ONAV, che ha rappresentato un punto di incontro tra il pubblico e il mondo della produzione vitivinicola. Attraverso la cultura dell’assaggio, il vino può essere conosciuto non soltanto come accompagnamento alla tavola, ma come espressione dell’incontro tra vitigno, ambiente, tradizione, pratiche agronomiche e tecniche di vinificazione. È questa la prospettiva con cui ONAV Cosenza, coordinata dal delegato Mario Reda, è da tempo impegnata sul territorio: avvicinare le persone al vino attraverso una degustazione consapevole, capace di farne apprezzare le caratteristiche e di comprenderne il legame con l’ambiente e la storia dei luoghi in cui nasce.
A Potame questo rapporto è apparso particolarmente significativo. Al centro del percorso, la valorizzazione del patrimonio enologico calabrese, con particolare attenzione alle colline cosentine, ai vitigni autoctoni e alle diverse interpretazioni che le produzioni locali offrono del proprio ambiente di origine. La biodiversità viticola e la ricerca sulle varietà meno diffuse hanno trovato espressione nel Castiglione di Acroneo; la tradizione di Donnici, con il Magliocco e gli uvaggi della DOC, è stata raccontata attraverso Cantine Spadafora; mentre Cerza Serra Wine ha offerto uno sguardo sul vino come testimonianza della memoria locale, attraverso i nomi, le storie familiari e le varietà della tradizione. Tre realtà che, attraverso percorsi differenti, hanno contribuito a raccontare la ricchezza e la varietà di una parte del patrimonio vitivinicolo calabrese.
La giornata, impreziosita dalla visita del sindaco di Domanico Gianfranco Segreti Bruno, è stata accompagnata da momenti musicali animati dalla giovane e grintosa performer Melania Gabriele e da occasioni di intrattenimento, tra cui la Tarantella No Stop. Le proposte gastronomiche hanno completato un itinerario dedicato ai sapori autentici dell’autunno. Famiglie, appassionati e visitatori hanno condiviso un’atmosfera di festa e convivialità. Non sono mancati, tuttavia, momenti di commozione, in occasione della commemorazione del compianto artigiano locale Gianfranco De Bartolo, ricordato nel corso della manifestazione.
A seguire, particolarmente suggestivo è stato il momento conclusivo della pigiatura dell’uva da parte dei bambini, che ha riportato al centro uno dei gesti più antichi della cultura contadina: la trasformazione dell’uva in mosto. Un rituale capace di suscitare la partecipazione emotiva del pubblico e di trasmettere alle nuove generazioni il valore delle tradizioni legate alla vendemmia.
A esprimere soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa è Francesco Cespite, presidente della Pro Loco Potame-Busento APS, che ha sottolineato il valore di una manifestazione capace di rappresentare la cultura rurale delle aree interne montane, con il loro fascino suggestivo e il richiamo a tempi passati, ma anche con una forte attualità. Un patrimonio che racconta una Calabria consapevole del proprio valore e delle opportunità offerte dalle risorse culturali, ambientali e storiche delle sue comunità. Una visione che guida l’impegno della Pro Loco nella tutela, nella promozione e nella valorizzazione del territorio, come ha evidenziato anche la vicepresidente Mariella Policicchio.
La VI edizione di “Antichi sapori d’Autunno” si è così conclusa confermando il valore delle iniziative capaci di unire comunità, tradizioni e promozione territoriale dove il vino ha consentito di raccontare la storia dei luoghi, la ricchezza delle produzioni calabresi e il patrimonio di saperi che continua a vivere nelle aree interne.

