COMUNICATO STAMPA
Natura, acqua, campanacci e musica per l’inaugurazione della “Valle Luminosa”, uno dei Luoghi del Belsentire
SILA, 23 agosto 2026 – Ci sono luoghi nei quali il telefono smette di squillare, la connessione scompare e a tornare protagonista è una forma di comunicazione molto più antica: quella tra l’uomo e la natura.
È accaduto questa mattina nella Valle del Crocchio, nel cuore più interno e nascosto del Parco Nazionale della Sila, dove circa un centinaio di persone, scarponi ai piedi e abbigliamento da trekking, hanno raggiunto un ambiente ancora profondamente integro per partecipare all’inaugurazione della “Valle Luminosa”, nell’ambito del progetto “I Luoghi del Belsentire”.
Un luogo lontano dai rumori della quotidianità e perfino dai segnali della telefonia mobile. Qui la natura domina ancora incontrastata, tra boschi, radure e corsi d’acqua, habitat di numerose specie selvatiche e scenario nel quale la presenza delle vacche podoliche silane, con i loro campanacci, costituisce parte integrante del paesaggio sonoro.
È proprio in questo contesto che cinque musicisti hanno dato vita a una performance capace di trasformare la valle in un grande e inusuale teatro naturale.
Il progetto, fortemente voluto dall’Ente Parco Nazionale della Sila e dalla responsabile marketing dott.ssa Ada Occhiuzzi, è stato condiviso con il Commissario dell’Ente avv. Liborio Bloise e con l’arch. Ilario Treccosti, inserendosi in un percorso di valorizzazione che propone una modalità nuova e profondamente immersiva di vivere e interpretare il patrimonio naturale della Sila.
Dopo il cammino lungo il percorso eco-sensoriale della Valle del Crocchio, la mattinata è proseguita con la sound walk e il concerto del quintetto in residenza, con Francesco Massaro ai sassofoni, Francesco Pellegrino al clarinetto e pocket trumpet e il Tarab Ensemble, composto da Alessandra Colucci, Federica Greco e Serena Lionetto, alle voci e percussioni. La direzione artistica e la sound walk sono state curate da Francesco Pellegrino.
Le prime sonorità, prodotte dagli strumenti a fiato, dalle percussioni e dalla semplice voce umana, hanno inizialmente sorpreso gli spettatori. Poi, passo dopo passo, è avvenuto qualcosa di particolare: la musica ha cessato di essere percepita come un elemento esterno al paesaggio ed è entrata in assoluta assonanza con esso.
Ai sassofoni, al clarinetto, alle percussioni e alle voci si sono aggiunti spontaneamente gli strumenti che la Sila possiede da sempre: lo scorrere dell’acqua del Crocchio, il fruscio delle foglie, i richiami provenienti dal bosco e il suono lontano dei campanacci delle podoliche.
Non più, dunque, un concerto semplicemente ambientato nella natura, ma una performance nella quale la natura stessa è diventata parte dell’orchestra.
Il pubblico, inizialmente incuriosito e quasi spiazzato da una proposta culturale così inconsueta, è stato progressivamente coinvolto in un’esperienza fatta soprattutto di ascolto. Un ascolto differente, nel quale anche il silenzio assume un valore e nel quale ci si accorge di quanti suoni normalmente sfuggano all’attenzione.
La Valle Luminosa ha così mostrato il significato più profondo del progetto: non portare semplicemente le persone in un luogo naturale, ma invitarle a percepirlo attraverso i sensi, recuperando una relazione autentica con l’ambiente.
Per alcune ore, nella Sila più interna, senza telefoni, notifiche e rumori artificiali, un centinaio di persone hanno condiviso un modo diverso di vivere il Parco.
Una mattinata dagli aspetti culturali certamente inusuali, capace però di conquistare progressivamente tutti i partecipanti. Quasi una piccola magia silana: cinque musicisti, cento escursionisti, un torrente, un bosco e i campanacci delle podoliche.
E, per una volta, nessuna necessità di connessione.
Perché nella Valle del Crocchio la connessione più importante era già presente: quella con la natura.

