ACRI, VISITA ALLA COMUNITA’ “DON MILANI”

di Marilia Argentino
“L’arte è voler male a qualcuno o qualcosa. Ripensarci sopra a lungo. Farsi aiutare dagli amici in un paziente lavoro di squadra. Pian piano viene fuori quello che di vero c’è sotto l’odio. Nasce l’opera d’arte: una mano tesa al nemico perché cambi.”
Questo pensiero del compianto don Lorenzo Milani racchiude tutta la bellezza interiore del priore toscano, nonché il suo desiderio di regalarla al mondo intero.
Egli fondò la scuola di Barbiana, un’esperienza educativa unica, rivolta soprattutto ai giovani economicamente, culturalmente e geograficamente svantaggiati rispetto ai coetanei. Secondo don Milani, una scuola che perdeva studenti era come un ospedale che curava i sani e respingeva i malati. Compito dell’insegnante era quindi quello di includere tutti i ragazzi, dar loro uguali possibilità di istruzione ed emancipazione, infondendo autostima e possibilità di successo a tutti, senza distinzione di ceto e censo.
La cultura dell’integrazione, della parità, del mutuo aiuto, lo sviluppo della socialità e della creatività, la ricerca del benessere personale, la giustizia sociale, l’ottimismo, la speranza: sono i principi e i valori che hanno dato vita alla Comunità “don Milani”,
situata nel Comune di Acri. Ed è proprio in quel di contrada Santa Zaccheria che venerdì 2 marzo ci siamo recati per effettuare le riprese della trasmissione televisiva “Gusto è Vita”, condotta dal giornalista enogastronomico Bruno Sganga.
La puntata si è incentrata sull’intervista all’ideatore di questa straordinaria opera di solidarietà umana, Nello Serra, che fondò nel 1982 la cooperativa che oggi si caratterizza come Fattoria Sociale e Comunità di accoglienza per anziani.
La giornata si è rivelata anche occasione d’incontro e scambio esperienziale tra Nello, l’imprenditore cosentino Vincenzo Serra, titolare del liquorificio artigianale Qual’Italy, e Sergio Crocco, il fondatore della ONLUS “La Terra di Piero”, che svolge
attività di beneficenza sia nella città bruzia che in diversi Paesi africani, tra i quali Senegal, Madagascar e Tanzania.
Dopo l’arrivo della Presidente del Consiglio d’Amministrazione Enrica Manfredi e un’altra giovane componente del CdA, Donatella Bisignano, il nostro Nello ci ha guidati alla scoperta del giardino botanico, fiore all’occhiello della Comunità.
Ogni pianta, nella sua semplice beltà, è dotata di straordinari poteri che ne fanno una preziosa alleata per la nostra salute, segno di una Natura benevola e generosa, purtroppo non sempre capita e rispettata: la melaleuca, un potentissimo disinfettante; la valeriana rossa, la cui florescenza induce rilassamento; la rucola selvatica dal sapore piccante; la santoreggia, pianta afrodisiaca di cui, secondo la mitologia pagana, si cibavano i satiri. E ancora, l’olivello spinoso; il cisto femmina dai
fiorellini bianchi e il cisto rosa dai fiori rosa, dai quali si ricavava il labdano; la malva arbustiva, dagli effetti emollienti; l’agnocasto, un tempo coltivato dai monaci nei conventi ed oggi usato soprattutto dalle donne per alleviare i crampi mestruali. Altro antidolorifico naturale, particolarmente efficace contro i dolori addominali provocati dal ciclo mestruale, è il dragoncello; da non dimenticare l’assenzio, dal potere digestivo altamente benefico per il fegato, il cui principio attivo (il tujone) risulta innocuo a piccole dosi, mentre se preso in quantità eccessiva potrebbe causare un certo infiacchimento delle facoltà mentali, tant’è che ad Acri parlano di “erba della ciutìa”. Di particolare interesse, infine, la ferula, dall’aspetto assai simile al finocchietto e con questo spesso confuso, con cui anticamente i contadini costruivano gli sgabelli. Il principio attivo della ferula agisce da anticoagulante, il che ha talvolta provocato il decesso di molti animali che se ne erano nutriti… ecco perché il suo utilizzo deve essere tenuto sotto controllo.
Dopo questo affascinante viaggio nei segreti della botanica, abbiamo finalmente incontrato i residenti della Comunità, l’anima di quel luogo immerso nel verde delle montagne silane.
Ognuno di quei cari anziani è il custode di una storia da raccontare, di una saggezza da cui trarre insegnamento e ispirazione. Sempre impresse nelle nostre menti resteranno la dolce tenerezza di Nunziatella, la soave pacatezza di Marietta, la grinta
di Giuseppe, Giovanni e Gennaro e la voglia di vivere e di fare del bene di tutte quelle splendide persone, fra cui la psicologa volontaria Valentina, che abbiamo avuto il piacere di conoscere.
Ma il programma “Gusto è Vita” non può di certo tralasciare l’aspetto dedicato all’enogastronomia… La visita si è conclusa, quindi, con la degustazione dell’Elisir d’Amore, un liquore a base di frutti rossi, nato dalla sinergia di due eccellenti
professionisti animati da passione, creatività e competenza, che in comune hanno anche il cognome, Vincenzo e Nello Serra. Al progetto ha collaborato anche la biologa e artista Tiziana Bellini, dotata di una rara sensibilità, che ha ideato e realizzato l’etichetta del prodotto.
Perché Elisir d’Amore? Perché è una vera dichiarazione d’amore… Alla salute in primis, in virtù delle straordinarie proprietà antiossidanti e antinfiammatorie dei frutti rossi, ricchi di vitamine, sali minerali e polifenoli. Ma amore anche per gli infiniti tesori della natura, per il magico e misterioso mondo dei liquori e per la nobile missione di rendere il più possibile dignitosa e felice la vita degli ospiti della Comunità “don Milani”, una Comunità che conta sull’aiuto e la generosità di sostenitori e sostenitrici.
L’intenso pomeriggio trascorso in Comunità ci ha dimostrato ancora una volta che ciò che delizia il palato racchiude spesso un mondo di buoni sentimenti e sani ideali, in grado di dare alle nostre esistenze un senso più profondo e significativo. Perché,
come sappiamo, il “Gusto è Vita”… il Cibo è Vita.